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Il sogno di Francesco Sansovini parte dall’America per tornarci nel 2028: “Voglio migliorarmi e contribuire a far crescere San Marino”

Il sogno di Francesco Sansovini parte dall’America per tornarci nel 2028: “Voglio migliorarmi e contribuire a far crescere San Marino”

Francesco Sansovini of San Marino competes during the Games of the Small States of Europe (GSSE) - Andorra 2025 at La Vella (Andorra), May 27, 2025.

Intervista al ventiseienne velocista impegnato in un training camp in Florida, a Orlando, per preparare la nuova stagione dopo i trionfali Giochi dei Piccoli Stati d’Europa ad Andorra. L’aspettano diversi appuntamenti.

di Massimo Boccucci

I sogni di Francesco Sansovini possono diventare solide realtà. Il ventiseienne velocista sammarinese, mattatore nelle ultime due edizioni dei Giochi dei Piccoli Stati d’Europa, ad Andorra 2025 dopo Malta 2023, sta lavorando sodo negli Usa per affinare la preparazione, con tutta l’intenzione di voler lasciare il segno nelle avventure che l’aspettano. Si racconta volentieri guardando, al di là dell’Oceano, cosa potrà riservargli il futuro.

Come sta procedendo l’esperienza americana?

«Molto bene, sono in Florida, a Orlando, per il secondo training camp della stagione, dopo quello a gennaio in Sudafrica. Siamo ospiti della University of Central Florida per il secondo anno consecutivo, una realtà che ci mette a disposizione strutture di altissimo livello e un ambiente ideale per lavorare con continuità. È un contesto che permette di curare ogni dettaglio della preparazione e di rimanere completamente focalizzati sui traguardi. Per me è anche un’esperienza particolarmente stimolante perché mi consente di vivere il gruppo a 360 gradi, non soltanto dal punto di vista dell’atleta ma anche con uno sguardo più ampio sul lavoro quotidiano e sull’organizzazione dell’allenamento».

Va periodicamente all’estero è un piano studiato ad hoc?

«Sì, è un programma pianificato nei dettagli insieme al gruppo. I training camp all’estero, come quello in Sudafrica e questo negli Stati Uniti, sono pensati per garantire le migliori condizioni possibili di lavoro, soprattutto dal punto di vista climatico. Allo stesso tempo sono momenti fondamentali per concentrarsi pienamente nelle fasi chiave della stagione, sfruttare strutture di qualità e portare avanti un lavoro molto specifico. Non sono periodi pensati per ottenere risultati immediati, ma per costruire una base solida che renda la stagione sostenibile e performante fino alla fine. Fanno anche parte di un progetto più ampio legato al gruppo professionistico: permettono di seguire da vicino le dinamiche del team, coordinare al meglio il lavoro e mantenere attivi quei rapporti internazionali che si costruiscono durante tutto l’anno».

Dopo gli splendidi Giochi dei Piccoli Stati d’Europa ad Andorra, quali sono stati i momenti più caratterizzanti il suo percorso successivo?

«La vittoria ai Giochi dei Piccoli Stati era l’obiettivo principale della scorsa stagione, perché performare quando conta davvero è la cosa più difficile sia a livello di programmazione che mentale. Dopo Andorra la stagione è proseguita fino ad agosto: ho ottenuto un 9° posto ai campionati Italiani Assoluti e un solido 10”45 ai campionati Balcanici Assoluti, chiudendo in 7ª posizione. Poi ho iniziato subito a preparare la stagione 2026, con l’idea di dare continuità al lavoro fatto. Nel breve termine la volontà è confermare il titolo ai campionati dei Piccoli Stati, dopo le vittorie consecutive del 2023, 2024 e 2025. Ci saranno anche i campionati Europei, dove l’obiettivo è quello di avvicinarsi e provare a migliorare il record nazionale. Successivamente il focus si sposterà a fine agosto sui Giochi del Mediterraneo a Taranto, dove cercherò di migliorare sia il tempo che il piazzamento rispetto all’ultima edizione di Orano, chiusa con l’8° posto in 10”46».

Un sogno ce l’ha?

«Continuare a vivere ogni giorno al massimo alla ricerca dei limiti, con l’obiettivo di guadagnarmi la possibilità di partecipare alle Olimpiadi del 2028 a Los Angeles: questo è il sogno. Allo stesso tempo guardo anche oltre il risultato sportivo individuale. La ricerca dei limiti per guadagnarmi la possibilità di partecipare alle Olimpiadi del 2028 a Los Angeles. Nel College dove ci alleniamo c’è una frase che mi è rimasta impressa: Leave it better than you found it, ovvero Lascialo in condizioni migliori di come l’hai trovato. Mi piacerebbe vedere San Marino crescere fino a diventare un Paese all’avanguardia e realmente competitivo nello sport, perché le potenzialità ci sono tutte. E nel mio piccolo contribuire a questo percorso».

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