Giacomo Casadei: “Sguardo puntato verso Taranto e Monaco 2027, obiettivo alzare l’asticella”

Giacomo Casadei of San Marino compete during the Games of the Small States of Europe (GSSE) - Andorra 2025 at La Vella (Andorra), May 28, 2025.

di Francesco Casadei

Giacomo Casadei guarda già ai prossimi impegni con la Nazionale sammarinese. Il primatista biancazzurro nei 50, 100 e 200 metri rana è reduce da anni ricchi di soddisfazioni tra record, medaglie internazionali e piazzamenti di prestigio nei campionati italiani. Nel mirino ci sono già i Giochi del Mediterraneo di Taranto, in programma dal 21 agosto al 3 settembre, e i Giochi dei Piccoli Stati a Monaco nel 2027, considerati tra gli appuntamenti più importanti per lo sport del Titano.

Negli ultimi anni hai conquistato risultati importanti con San Marino. Quanto ti danno fiducia questi traguardi?

«Rappresentare San Marino e raggiungere traguardi come i record nazionali è sempre qualcosa di molto bello e importante. Le medaglie ai Giochi dei Piccoli Stati, sia nell’ultima edizione sia a Malta, sono state sicuramente tra le soddisfazioni più grandi della mia carriera. Anche i piazzamenti ai campionati italiani, entrando tra i primi dieci, mi danno sempre molta fiducia». 

Monaco 2027 sarà un appuntamento fondamentale per lo sport sammarinese. Con quali ambizioni ti stai preparando?

«Per noi sono le Olimpiadi dei Piccoli Stati. Stiamo lavorando parecchio già da quest’anno, aumentando il lavoro in acqua e in palestra insieme a tutto lo staff: allenatore, preparatore atletico, fisioterapista, nutrizionista e mental coach. L’obiettivo è arrivare pronti e trovare sempre qualcosa in più rispetto all’ultima edizione». 

A Malta hai conquistato due argenti e due bronzi. C’è un obiettivo particolare che senti di dover raggiungere?

«Mi manca ancora qualcosa, ma sono abbastanza scaramantico e preferisco non dirlo. Vediamo se riusciremo ad andarcela a prendere». 

Che significato ha rappresentare San Marino nelle competizioni internazionali?

«È sempre una grande emozione. Trovarsi accanto ad atleti professionisti di altissimo livello e rappresentare il proprio Paese in quei contesti è qualcosa di speciale. Entrare in impianti con dieci o quindicimila persone e vestire i colori della Nazionale mi rende orgoglioso». 

Oltre ai traguardi sportivi, hai raggiunto anche un importante obiettivo personale con la laurea. Quanto è stato difficile conciliare studio e sport?

«Non è stato facile, ma è possibile. Fin da piccolo ho dovuto gestire allenamenti e studio. Durante le superiori mi allenavo addirittura alle sei del mattino prima di andare a scuola. È un percorso che ti forma e che ti insegna un metodo di studio e di lavoro. La mia tesi riguardava la pesistica nella preparazione del nuotatore, quindi il nuoto è stato presente anche nel percorso universitario». 

Come è nata la tua passione per il nuoto?

«Ho iniziato perché i miei genitori volevano che imparassi a nuotare. All’inizio non era uno sport che mi piaceva particolarmente e ho provato anche a giocare a calcio per qualche mese. Poi ho capito che non faceva per me e sono tornato in piscina. Da lì è nato un rapporto di amore e odio, ma decisamente più amore che odio, che continua ancora oggi e mi spinge a migliorarmi ogni giorno».

FOTO ©Andrea Masini

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